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Usability test: un "male" necessario?

Luca Maraschio
Sep · 5 min. di lettura

Si sa, quando si lavora ad un progetto, che si tratti di un sito web, un'applicazione, un configuratore o qualsiasi altro prodotto digitale, la nostra mente si proietta subito verso l’obiettivo finale, la concretizzazione di tutti i nostri sforzi, il Sacro Graal che ogni designer o developer brama: il tanto agognato go-live. Esiste però un "piccolo ostacolo" tra la progettazione e il lancio vero e proprio del prodotto. Una cosuccia che apre davanti ai nostri increduli occhi un mondo intero e si chiama Usability Test (o Test di Usabilità).

Certo, per molte persone che leggeranno questo articolo questo concetto risulterà banale e scontato, ma fidatevi se vi diciamo che per altrettante persone non è esattamente così. Spesso questa pratica viene vista come uno spreco di tempo e risorse, una fase evitabile del processo produttivo, insomma, il male. Allora non indugiamo oltre e cerchiamo di capire quanto questa interpretazione sia vera o meno.

Cos'è uno Usability Test?

Sono state date molte definizioni diverse di questo concetto, alcune più esaustive, altre meno. Per spiegarlo in poche parole possiamo dire che non è altro che l'insieme dei metodi messi in atto per raggiungere l'obiettivo di migliorare la qualità dell'interazione dell'utente con il nostro prodotto digitale.

Fondamentalmente il Test di Usabilità ha il compito di saggiare quattro dimensioni del nostro prodotto:

  • Efficacia

  • Efficienza

  • Soddisfazione

  • Contesto d'uso

Nonostante queste poche parole che servono a spiegarne il significato, i Test di Usabilità celano dietro di sé un'infinità di concetti, regole e best practices che servono ad assicurarne l'efficacia e validità.

Quando bisogna di mettere in atto gli Usability test?

Teoricamente sempre.

Questo tipo di test serve a verificare l'usabilità di un qualsiasi prodotto e, a seconda della tipologia, del settore, del target e di molti altri fattori, viene applicato in modalità diverse. In questo articolo ci concentreremo sui Test di Usabilità applicati ai prodotti digitali.

Quando iniziamo a pensare e progettare un qualsiasi prodotto digitale dotato di un'interfaccia, sappiamo che è necessario testarne l'efficacia su un campione di utenti, aiutandoci a capirne limiti e problematiche.

Appena pensiamo ad uno Usability Test, come detto in precedenza, subito si pensa alla necessità di avere a disposizione diversi giorni per metterlo in pratica come si deve, ma non c'è da allarmarsi, questa attività può essere adattata e ridimensionata in funzione del progetto su cui la vogliamo applicare. Ne esistono di diversi tipi e modalità, alcuni richiedono giorni o settimane, altri un solo giorno e, cosa più importante, ci sono soluzioni "Do-It-Yourself" che ci danno la possibilità di eseguirli internamente al team di lavoro.

Dobbiamo sempre tenere a mente che tutto il tempo che potrebbe sembrare “sprecato” durante questo processo, sarà un enorme guadagno per il lancio del prodotto, il quale risulterà rifinito e modellato per essere fruito alla perfezione dal nostro target, massimizzando così il ROI.

Ma come funziona realmente? Come possiamo produrre un test di usabilità adatto al nostro progetto?

Test di Usabilità: le fasi da seguire

Ora, immaginiamo il Test di Usabilità come una ricetta per ottenere un succulento e gustoso piatto e vediamo quali sono gli ingredienti fondamentali che ci permettono di servire ai nostri commensali il miglior risultato. L’obiettivo è quello di fornire una pietanza all’altezza delle loro aspettative ed evitare che ci rimandino il piatto dritto in cucina, senza nemmeno essere riusciti a mangiarne la metà.

Ci sono, quindi, delle fasi imprescindibili per la stesura di uno Usability Test su misura per il nostro caso specifico, indipendentemente dal fatto che quest'ultimo venga portato avanti con una modalità piuttosto che un'altra:

#1 Definizione degli obiettivi da raggiungere con il nostro studio.

Bisogna innanzitutto capire perché stiamo facendo questo tipo di test e che obiettivo vogliamo raggiungere. Vogliamo raccogliere dati empirici di utilizzo sui nostri utenti? Collezionare semplici feedback generici?

#2 Scelta del campione

Sembrerà banale ma questa fase è fondamentale se vogliamo che i risultati ottenuti abbiano davvero valore. C'è bisogno di ragionare bene sul tipo di utente e il numero di persone da coinvolgere in questo percorso. In questo momento è di cruciale importanza soffermarsi anche sul contesto d'uso, in quanto molto spesso viene confuso l'utilizzo reale di un prodotto digitale con l'utilizzo immaginato dal designer.

#3 Definizione dei task

In questa fase si definiscono tutti i task che il campione dovrà portare a termine. Sulla base di questi compiti saranno poi ricavati i dati e le valutazioni che ci permetteranno di constatare l'efficacia o meno del prodotto posto in esame.

#4 Conduzione di uno studio pilota

Soprattutto se si è alle prime armi (ma non solo) è molto utile creare e mettere in atto un test pilota che ci aiuti a capire se ciò che è stato definito in precedenza possa funzionare bene o se necessiti di qualche modifica.

#5 Svolgimento del test

Siamo nel cuore della nostra ricetta. È proprio questo il magico momento in cui il nostro commensale si troverà di fronte la nostra pietanza e dovrà procedere all'assaggio. Vogliamo precisare che è possibile sottoporre al nostro campione di utenti sia un prototipo (soluzione consigliata) che il prodotto finito e pronto per il lancio. Si potrà decidere se il nostro test dovrà essere portato avanti con o senza moderatore, in modo da poter eventualmente aggiustare "live" eventuali richieste in base alle necessità del caso, se metterlo in pratica in "laboratorio" o sul campo di utilizzo e se realizzarlo di persona o da remoto.

Svolgimento di uno usability test

#6 Raccolta dei risultati e report

L'ultima parte di questo percorso consiste nel raccogliere i dati emersi dal test, analizzarli e trarre le conclusioni. Il modo migliore per farlo è affidarsi a delle valutazioni standardizzate che ci permettono di comparare i nostri risultati con una metrica riconosciuta e validata. In questo compito ci viene in aiuto la System Usability Scale che ci consente di trasformare questi dati in numeri e calcolare la reale efficacia del nostro prodotto. L'output di questa ultima fase dovrà essere un documento che metta in evidenza i test eseguiti, le modalità e le criticità rilevate che dovranno essere risolte.

Lo Usability Test, quindi, è o non è un male necessario?

Abbiamo visto come uno Usability Test rappresenti uno strumento di rilevazione di problematiche e criticità riscontrate sul nostro prodotto digitale, incarnandosi in un vero e proprio investimento (piccolo o grande) volto a migliorare, sotto tutti i punti di vista, l'efficacia e la fruizione da parte dell'utente.

Ritornando alla domanda inequivocabilmente provocatoria posta nel titolo, possiamo dire senza timore che i Test di Usabilità, più o meno approfonditi che siano, hanno tutte le caratteristiche per essere considerati vantaggiosi per il nostro progetto e il nostro prodotto, risparmiandoci quelle fastidiose problematiche post-lancio che ci obbligherebbero a rimetterci mano costringendoci, di fatto, ad una perdita di risorse maggiore di quella costituita dal tempo investito nel test.