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Perché il tuo e-commerce fa schifo?

Marco Boffo
Sep · 6 min. di lettura

Avrai sentito parlare dei recenti rallentamenti del sito INPS dovuti all’accesso simultaneo di una quantità enorme di utenti. Questi rallentamenti, uniti a un probabile errore di gestione delle sessioni, hanno portato a questo:

messaggio inps down del sito aprile 2020

Il risultato? Una fuga di dati sensibilissimi di diversi iscritti al sito e un momento disastroso per tecnici e utenti.

Se ti stai chiedendo se può capitare anche a te, la risposta è: sì.

Il tuo sito potrebbe non ricevere tante richieste in simultanea come quello dell’INPS, ma è anche vero che probabilmente non ha le risorse per elaborare nemmeno un millesimo di quelle ipotetiche richieste.

Con questo articolo vogliamo illustrare i motivi più comuni per cui il tuo e-commerce o quello che stai costruendo potrebbe essere tecnicamente poco adatto alla sua funzione online.

In particolare ci rivolgiamo a tutte quelle attività che hanno recentemente avuto una forte impennata delle vendite ma anche diversi problemi tecnici e rallentamenti, oltre che a quelle attività che prima consideravano l’e-commerce un business secondario ma che ora hanno scoperto tutto il potenziale di questo canale.

Che e-commerce ho o sto costruendo?

Se ci sono molti utenti che visitano il tuo sito contemporaneamente e, durante i numerosi meeting con il tuo reparto IT o con la tua web agency di fiducia per la costruzione o mantenimento del tuo e-commerce, non sono mai state nominate keywords come scalabilità, cdn, picchi di utenza o sistemi distribuiti, abbiamo una brutta notizia per te: potresti avere, o avrai presto, un e-commerce pronto a lasciarti a piedi.

Se per il Black Friday o per la più attuale emergenza coronavirus o, ancora, per un burst di vendite non è pronto un piano di azione specifico per affrontare un eventuale aumento di accessi, il tuo e-commerce subirà sicuramente dei rallentamenti.

In qualche caso potrebbe verificarsi l’inaccessibilità completa e, di conseguenza, la perdita di possibili acquirenti.

Per controllare se queste situazioni si sono già verificate è possibile utilizzare diversi strumenti, come Google Analytics, e analizzare in maniera estesa il comportamento degli utenti prima, dopo e durante i picchi di vendite. Se il tuo e-commerce non ha uno strumento di analisi simile o non ne è stata pianificata l’imminente installazione, abbiamo un’altra notizia spiacevole per te (ma questa non riguarda l’e-commerce, bensì chi ha scelto di non adottare nessun sistema di analisi).

Quello che ti suggeriamo di analizzare nello specifico è la relazione che c’è tra periodo di picco di utenza e velocità del tuo sito e tra velocità del sito e azione di acquisto. I risultati potrebbero essere sorprendenti ma potrebbe trattarsi solo della punta dell’iceberg: un’analisi approfondita, magari con un esperto, potrebbe rivelare comportamenti dei tuoi acquirenti che prima non conoscevi.

Perché il mio e-commerce è lento?

Innanzitutto definiamo “lento’’.

Si potrebbero chiamare in causa un’infinità di strumenti come Lighthouse di Google che, tuttavia, sono generalmente complessi dato che molti dei loro risultati sono soggetti a interpretazioni diverse o comunque è quasi sempre necessario appellarsi a uno o più sviluppatori per capire i dati ottenuti e agire di conseguenza.

Vogliamo, invece, fornirvi una definizione di “lento” molto più pratica:

il tuo e-commerce ci mette più di due secondi a visualizzare qualcosa di leggibile su un dispositivo mobile che non ha mai aperto la tua piattaforma prima?

Sì?

Allora il tuo e-commerce è decisamente lento. (Il test varia a seconda del dispositivo, connessione e posizione geografica).

Se invece sei sotto questa soglia: ottimo risultato! La strada, però, potrebbe essere ancora lunga. Le ottimizzazioni continue e programmate sono linfa vitale per il tuo e-commerce e possono portare importanti aumenti delle vendite: vale quindi la pena approfondire questo aspetto.

Premettendo che un e-commerce non è un oggetto inanimato, ma un vero e proprio sistema sempre in movimento (praticamente un’auto che necessita di tagliandi frequenti e migliorie costanti per performare al meglio), possiamo individuare i motivi più comuni che rallentano il tuo e-commerce:

  • Hosting di scarsa qualità o non sufficiente

  • Software e-commerce dalle dubbie performance

  • Bassa ottimizzazione del codice

  • Strumenti di sviluppo e compilazione obsoleti o non adatti allo scopo

  • Troppi plugin di terze parti

Questi motivi sono da trattare come macro categorie, essi infatti contengono infinite sfaccettature e sono motivo di studio per chiunque voglia cominciare un percorso di ottimizzazione tecnica della propria piattaforma.

Ad essere sinceri, per ottenere risultati significativi e costanti è necessario conoscere il proprio sistema a fondo, essere pronti a investire tempo e denaro nell’ottimizzazione e avere un’esperienza importante oppure un partner tecnico preparato.

Perché il mio e-commerce rallenta quando viene visitato da più utenti del solito?

I motivi principali sono la carenza e l’abuso delle risorse disponibili. Spesso ci è capitato di vedere come una singola riga di codice possa distruggere completamente le performance di un sito e in questo caso lo definiamo “abuso”. Altrettanto spesso abbiamo visto e-commerce stremati che con un semplice aumento di risorse e un più difficile percorso di scaling hanno risolto parzialmente o del tutto i loro problemi di rallentamento.

Se vogliamo ottenere questo tipo di risultati dobbiamo cercare un sistema scalabile, dinamico, che consenta di pagare le risorse in base al vero consumo ma soprattutto che aumenti e diminuisca le risorse disponibili in base ai picchi di utenza, in modo automatico.

Fortunatamente, grazie a diverse tecnologie che sono diventate ormai di uso comune, si può risolvere in maniera definitiva la carenza lavorando sul risultato per mitigare, se non annullare, l’abuso delle risorse.

Che vantaggi posso ottenere velocizzando il mio e-commerce?

Il miglior modo per giustificare un investimento in questo senso è il ritorno economico, molto spesso immediato, che ha. Quasi tutti conoscono l’impatto che hanno 100 millisecondi di tempo di caricamento sulle vendite Amazon (spoiler: 1%, altro spoiler: è tantissimo), quindi non c’è alcun dubbio: togliere 1 secondo di caricamento al tuo e-commerce farebbe una grossa differenza per la percezione del tuo possibile cliente.

Altro validissimo motivo è il grosso favore che fai alla SEO del tuo e-commerce. Google infatti premia o penalizza i siti web mettendo tra i primi indici di bontà la velocità di fruizione da mobile. Quindi, se il tuo sito non è ancora fruibile dai dispositivi mobili, abbiamo un intero trattato pieno di brutte notizie per te, se invece è tutto in regola allora potrebbe essere interessante iniziare un percorso di ottimizzazione che potrebbe portare il tuo e-commerce tra le prime posizioni su Google incrementando sostanzialmente le vendite.

Che tecnologie sono consigliate per iniziare il mio percorso di ottimizzazione?

La scelta delle tecnologie richiede un’attenta analisi preliminare. Molto dipende dal software che già usi, dal tuo gestionale o semplicemente dalle tue aspettative.

Spesso per iniziare è sufficiente capire cos'è il JAMStack e informarsi sulle piattaforme che permettono una gestione razionale delle risorse, come Snipcart, Contentful, Commercelayer. Nel dettaglio sono strumenti per sviluppatori, però i diversi siti contengono preziosissime informazioni sul funzionamento di questi sistemi.

Altre volte, per e-commerce più importanti questo non basta: sono necessarie piattaforme distribuite più complesse, magari pilotate dal famosissimo Kubernetes dalla prossima scintillante tecnologia che ti permetterà di distribuire globalmente il carico di utenza.

Ti abbiamo fatto venire in mente un sacco di quesiti? Manda una mail a info@palazzinacreativa.it, saremo davvero felici di aiutarti a trovare una risposta!