#Marketing

Il tuo e-commerce è pronto per l’advertising?

Giulia Ongaro
Oct · 6 min. di lettura

Quante volte un Marketing Specialist si scontra con criticità strutturali di un sito al momento di fare advertising? Troppe! Capita spesso che alcune scelte di tipo stilistico non rispettino i requisiti legati alle future attività di Digital Advertising, oppure semplicemente che queste ultime non vengano tenute in considerazione fin dalla fase di progettazione. In particolare parliamo di e-commerce, dove le operazioni di marketing sono implicite al successo dell’attività.

Succede che si debba andare a rivedere la struttura della piattaforma o alcune componenti a pochi mesi dalla sua realizzazione, creando così incomprensioni e insoddisfazione da parte del cliente al quale viene chiesto un nuovo investimento di budget per realizzare modifiche o implementazioni.

Per evitare tutto ciò, basta analizzare alcuni aspetti che ti diranno se il tuo e-commerce è davvero pronto per l’advertising. Dalla scelta delle categorie alla scheda prodotto, ecco gli elementi da tenere in considerazione per realizzare delle campagne pubblicitarie che funzionano, da Google Ads ai social. Questo ci eviterà dispendiose lavorazioni future, sia per il cliente che per l’agenzia.

#1 Struttura del menu e delle categorie

Nel momento in cui pensiamo il menù del nostro e-commerce è importante definire quali sono le categorie principali e le sottocategorie all'interno delle quali andremo a suddividere i nostri prodotti. Sarà inoltre importante che ciascuna di queste voci generi un link unico e differenziato dagli altri, aspetto che potrà sembrare scontato ma purtroppo capita che non sia così.

Perché è importante definire le categorie dove distribuire i prodotti? Semplice: nel momento in cui andremo a fare advertising su specifici gruppi di prodotti dovremo avere la possibilità di avere un link che va direttamente a quella pagina, facilitando così al massimo il processo di acquisto dell’utente.

È risaputo che il processo di conversione viene facilitato se l’utente trova subito quello che sta cercando, o quello che gli abbiamo proposto nelle nostre ads. Inoltre, in presenza di sconti e offerte continuative nel corso dell’anno, sarà importante prevedere una categoria “promo” in modo da poterla utilizzare come landing page per le campagne pubblicitarie.

In questo esempio di Oracle Commerce viene spiegato perfettamente come organizzare un catalogo prodotti

#2 La scheda prodotto

Può accadere che alcune scelte siano dettate da motivazioni estetiche e stilistiche, come anche la scheda prodotto. Dobbiamo sapere innanzitutto che alcuni campi devono essere presenti e riconoscibili dai sistemi Google e Facebook per la generazione dei feed prodotto. Cosa sono? I feed prodotto sono dei feed in entrata che consentono di esportare il catalogo prodotti su una piattaforma di vendita online, come un Marketplace, Instagram Shopping, Google shopping, la vetrina di Facebook, un sito di confronto Facebook, ecc. Il feed generalmente è un file XML o CSV contenente quello che serve per identificare un prodotto: id, nome, prezzo, disponibilità, immagine, descrizione e così via.

Nel momento in cui nella nostra scheda prodotto mancano determinati elementi o sono settati in modo errato, ecco che avremo grandi difficoltà a far “digerire” il feed ai diversi portarli in cui vogliamo andarlo a mostrare. Ognuno di quelli citati sopra possiede delle regole specifiche ed esistono dei plugin per i più importanti CMS che ci aiutano a realizzare tali feed. Tuttavia, questo argomento meriterebbe un approfondimento a parte.

In una prima fase è dunque importante tenere presente alcuni accorgimenti per la nostra scheda prodotto che ci aiuteranno sotto vari punti di vista, dalla realizzazione del feed all'ottimizzazione in ottica SEO.

Il Titolo: in primis merita una parentesi dedicata. Il cliente potrebbe preferire dei titoli “romantici” per propri prodotti: nomi riferiti a cose o persone, numeri, addirittura simboli. Oppure nel caso opposto, ci troveremo un feed dati con i titoli dei prodotti tutti uguali. Nella maggior parte dei casi, questa scelta ci porterà a conseguenze negative sotto almeno due punti di vista:

  • SEO: i nostri prodotti non avranno mai speranze di indicizzarsi su Google se non gli diamo dei titoli che descrivono il prodotto, il brand e magari anche lo SKU. Al contrario, più informazioni diamo al sistema, maggiori possibilità avremo di salire nella SERP. Esempio: Se cerchiamo un prodotto con marchio, nome e codice, ecco che in organico troviamo per primi i siti che hanno inserito tutte queste informazioni nel titolo.

  • GOOGLE SHOPPING: nel momento in cui andiamo a generare un feed per Google Shopping il sistema prenderà le informazioni che abbiamo nella scheda prodotto, quali titolo, descrizione, SKU (o EAN se siamo rivenditori), farà una lettura al momento della query dell’utente e mostrerà i risultati più pertinenti. Non basta quindi partecipare all’asta per quella sezione ma dovremo avere dei dati pertinenti. Esempio: Nella finestra shopping vengono presi per primi i prodotti con il titolo che riprende le parole chiave cercate su Google

#3 Immagini dei prodotti

Anche per le immagini esistono dei requisiti ben specifici per essere “ammessi” nei vari canali shopping, da Google a Instagram. Prodotti nitidi, ben visibili, senza texture o testo all'interno dell’immagine e con sfondo bianco.

Un altro problema ricorrente quando si va a creare una campagna su Google Shopping è la dimensione delle immagini, che risultano spesso “troppo piccole”. Ecco i requisiti:

  • Per i prodotti di abbigliamento, le immagini devono essere di almeno 250 x 250 pixel e non possono superare i 64 megapixel.

  • Per tutti gli altri prodotti, le immagini devono essere di almeno 100 x 100 pixel e non possono superare i 64 megapixel.

Ricordiamocelo bene prima di dover andare a cambiare tutte le foto del nostro sito perché non idonee!

#4 Iscrizione alla newsletter: dove trovarla

Spesso il form per iscriversi alla newsletter si trova nel footer del sito, risultando poco visibile per l’utente medio che, magari, neanche scorre tutta la pagina. Nel momento in cui andiamo a fare adv invitando il nostro potenziale cliente a registrarsi per ottenere un codice sconto di benvenuto, ecco che avremo bisogno di avere un landing page efficace in questo senso o, in alternativa, un pop up dedicato.

Prevedere uno spazio per la newsletter evidente e performante ci aiuta a raccogliere più contatti in primis e, in secondo luogo, nel caso di un e-commerce, a rendere questi lead subito “caldi” con l’invio di promozioni dedicate. Se lo progettiamo correttamente sin dall'inizio risparmieremo tempo e risorse evitando di metterci mano in futuro per ottenere questi risultati.

Avere un link dedicato all'iscrizione alla newsletter sarà utile a chi gestisce le campagne pubblicitarie perché gli consentirà di avere una landing “immediata” dove far completare l’azione all'utente.

Quella di Zalando è sicuramente un buon esempio landing page

# 5 Attenzione ai tracciamenti

Un ultimo accorgimento è quello di impostare gli eventi in modo da renderne più agevole il completamento e il monitoraggio. La compilazione di un form, l’iscrizione alla newsletter, un acquisto, devono essere innanzitutto rintracciabili dall'utente che sta navigando il sito.

Questo soprattutto se arriva da una campagna in cui gli si dice di compiere una determinata azione, come per esempio registrarsi per scaricare dei materiali. Se l’utente non troverà facilmente quello che sta cercando molto probabilmente uscirà dalla pagina. Un indicatore molto utile per capire le performance della nostra landing è sicuramente la frequenza di rimbalzo che ci aiuta a comprendere se il traffico è pertinente.

In secondo luogo, ovviamente, avremo il completamento dell’obiettivo e dovremo essere certi di tracciare correttamente questo evento. A questo scopo, ci può tornare utile la realizzazione della cosiddetta “Thank you page”, molto frequente soprattutto durante gli acquisti online. Si tratta di una schermata di ringraziamento che compare dopo che l’utente ha compiuto un’azione nel nostro sito, un acquisto, una registrazione ecc. Ha un URL personalizzato, in genere “dominio/thank-you-page” e ci dà la conferma di aver completato l’evento.

Fondamentalmente, la “Thank you page” è un sistema semplice e immediato per tutta la parte di monitoraggio delle conversioni. Il Marketing Specialist è spesso in grado di settare le conversioni in modo autonomo con strumenti come Google Tag Manager, LinkedIn Insight Tag, Facebook pixel, senza dover necessariamente far intervenire gli sviluppatori.

Monitorare correttamente gli eventi nel vostro e-commerce è molto importante al fine di ottimizzare tutte le risorse impiegate e avere una panoramica realistica del rendimento delle campagne pubblicitarie.

Per un bravo Marketing Specialist si tratta di priorità assolute!