#Interviste

Digital Design Days e il valore delle community

Andrea Faliva
Sep · 4 min. di lettura

Siamo di fronte ad un'emergenza mondiale che cambierà profondamente il mondo e come ci approcciamo ad esso. Stiamo tutti imparando l'immensa lezione che questa esperienza ci sta insegnando: essere generosi in ciò che si fa e nel come la si fa, e il motivo che ci spinge a fare le cose deve essere quello di migliorare insieme e non per il singolo interesse.”

Recita così il Manifesto della prossima edizione dei Digital Design Days, l’evento internazionale dedicato al design digitale, all’innovazione, alle tecnologie d’avanguardia e alla creatività, ideato nel 2016 da Filippo Spiezia, che in breve tempo è diventato punto di riferimento per professionisti da tutto il mondo. 

Una community globale che si è scoperta ben presto una vera famiglia e che, proprio in questo momento quanto mai difficile, ha deciso di riunirsi virtualmente in un'altra avventura mai realizzata prima: dal 6 all’8 maggio, dalle 10 alle 22, oltre 100 speaker da tutto il mondo hanno accettato l'invito di realizzare il più grande evento in live streaming globale della comunità digitale, per dimostrare come si può reagire in modo costruttivo anche nei momenti più difficili. 

Ho chiesto proprio a Filippo, amico e mente dei Digital Design Days, di raccontarci qualcosa di più. 

Ciao Filippo! La sfida globale di oggi è riuscire a reagire pro-attivamente al cambiamento, infatti anche i DDD per l’occasione sono diventati in streaming. Come hai gestito questo percorso di cambiamento? Quali sono i punti chiave che aiutano ad affrontare queste sfide? 

Ciao! Dunque, la scelta di portare on-line il DDD, nonostante questo evento non sostituisca quello in programma ad ottobre, è stata dettata da una vera e propria esigenza: ho sentito che la community in qualche modo aveva bisogno di questo evento — in parte lo chiedeva già — così ho deciso di dare una risposta positiva e che guardasse al futuro invece che soffermarsi a guardare solo ciò che ci sta succedendo attorno. Questa edizione online sarà un po’ una sfida, un esperimento, perché la sfida tecnica è molto complessa ma al lavoro ci sono dei veri professionisti e stiamo collaborando con gli speaker per cercare di tradurre il più possibile online l’evento che tutti conosciamo.

Per questa edizione speciale, i contenuti tratteranno su come il design può aiutare in questo momento di crisi o invece sarà un modo per staccare la spina e lasciarsi ispirare?

L'intenzione è di non parlare del virus, ma quella di cercare di andare avanti facendo ciò che più ci piace e amiamo fare. Chiaramente parte dei talk tratteranno il modo in cui professionisti, business e agenzie stanno reagendo ad una situazione del genere, su come prepararsi alla seconda e alla terza fase e, più in generale, a questo profondo cambiamento che sta avvenendo nel mondo. Inoltre, essendo costretti ad accorciare i tempi degli speech (da 40 a 15 minuti) molti relatori non stanno “tagliando” una presentazione che avevano già in archivio, molti dei contenuti saranno pensati apposta per l’evento e saranno totalmente inediti! Questo secondo me aggiunge particolare valore all'evento.

Quali sfide si trova a far fronte il design in questo particolare momento? Quale contributo possono dare i designer?

Il design è fondamentale in ogni ambito, ma soprattutto in un momento di trasformazione a 360° come questo: dal tema della sicurezza a quello della riorganizzazione. Trovandoci di fronte ad un periodo in cui dovremo imparare a convivere con il virus, mi rendo conto che molte attività dovranno avere la capacità di riadattarsi, ritrasformarsi. In questo senso il design sarà la chiave per riuscire a fare le cose in maniera sì elegante, ma soprattutto funzionale. Il design sarà la colonna portante in una sfida così grande, e ci aiuterà sicuramente a fare le scelte giuste.

Il live del 6-8 maggio non andrà a sostituire l’evento di ottobre: come dialogheranno i due momenti tra loro?

Sì, confermo che l'evento del 6-8 maggio non sostituisce, ma si aggiunge, a quello di ottobre. Ripeto, sarà per tutti un esperimento, con oltre 100 speaker con 15-20 minuti a testa di speech. Ci saranno tre talk all’ora, per dodici ore al giorno, per tre giorni. Una maratona per un totale di 36 ore! Ma in ogni caso l'evento di ottobre è confermato, stiamo attendendo le disposizioni governative per sapere in che modo potrà essere realizzato. Sto già pensando a come poterlo realizzare in totale sicurezza, magari in modo parzialmente virtuale, o, se sarà necessario ripensarlo totalmente con contenuti nuovi. Ho particolarmente a cuore l’evento di Milano e ci stiamo già lavorando.