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DDD20 Re-Start Live: i "best of" dell'ultima edizione

Alessandra Gamba
Oct · 4 min. di lettura

Si è da poco conclusa l'edizione online dei Digital Design Days - "Re-Start Live", anche questa volta in versione completamente online per fare fronte alle esigenze dettate da questo periodo storico. 160 mila partecipanti tra l'edizione di maggio e quella di ottobre. 53 mila gli utenti unici. All’edizione di ottobre si sono collegate persone da 57 Paesi differenti, 21 le lingue di provenienza. SAY HELLO, la app creata appositamente per fare networking tra i partecipanti, i partner e gli speaker ha registrato 18 mila nuove connessioni tra utenti nei tre giorni. Questi sono i numeri dell’edizione online dei DDD20 e si possono riassumere in un unico concetto: un vero successo.

Concetto ripreso anche da Filippo Spiezia, fondatore, direttore creativo e curatore dell’evento che ha affermato:

«È stato un grande successo. Sono particolarmente orgoglioso e soddisfatto: per la prima volta abbiamo offerto l’intera esperienza dell’evento via streaming a professionisti, brand e marketing manager, e designer di tutto il mondo, raggiungendo ogni parte del globo, fornendo ispirazione, formazione ed esperienze concrete da parte delle menti creative più brillanti che ci hanno regalato talks coinvolgenti e innovativi, fornendoci strumenti tangibili per affrontare le sfide che il mondo ci pone e sfruttare al meglio le opportunità che il futuro ci offre».

Tra speaker e speech, ecco i "best of" di questa edizione

“Re-Start” è stata un’edizione particolare che ha rimesso al centro la professione del designer, creando un’occasione di formazione e aggiornamento con il fine costruire una nuova cassetta degli attrezzi per rilanciare l’industria creativa digitale in un anno che ha messo a forte prova il mondo intero. Con gli speaker siamo entrati nel vivo della professione, oltre l’aspetto teorico, alla scoperta dei retroscena, delle tecniche e delle metodologie dietro alcuni casi studio di successo.

Abbiamo seguito questa edizione con forte entusiasmo e partecipazione. Ecco alcuni degli speech che ci hanno coinvolto, emozionato e appassionato di più.

Nishita Tamuly, Senior Strategist di Your Majesty ha sollevato una questione estremamente affascinante: quale sarà il ruolo della moda in un mondo totalmente digitalizzato? Con lo speech “Digital Fashion: a new essential”, ha offerto a brand e designer una panoramica dei fenomeni culturali del mondo phygital, descrivendolo come una tela bianca a cui i brand del settore fashion possono approcciarsi per sostenere i cambiamenti fondamentali di un mondo digital-first rendendo la moda più sostenibile, inclusiva e accessibile. 

A suo avviso un campo da esplorare totalmente è quello dei videogiochi, potenziali veicoli di campagne pubblicitarie per i brand della moda. Nishita ha spiegato che il vestiario personalizzabile in queste piattaforme di gioco ci permette di esprimere la nostra personalità nello stesso modo in cui lo facciamo nella vita reale assumendo, quindi, un valore importante per il giocatore. L’utente si potrebbe trovare nella situazione di scegliere un outfit per il suo avatar virtuale e trovare il pulsante “acquista outfit” per comprare la versione reale e farla arrivare direttamente a casa. Quello di Nishita Tamuly è stato un intervento interessante capace di far riflettere su come i confini tra mondo virtuale e mondo reale si stiano progressivamente assottigliando. 

A questo speech si è collegato anche JB Grasset di Monochrome svelando i segreti dell’industria dei video games in fortissima ascesa e che raggiungerà i 200 miliardi entro il 2022. Grasset ha spiegato, attraverso un’attenta analisi dei pro e contro di queste piattaforme, perché i brand dovrebbero considerare di entrare in questo mercato.

Dal mondo dei videogames al mondo dei social media con Cristina Baccelli, Creative Strategist per Instagram e Facebook, che ha portato sul palco virtuale dei DDD20 l’importanza dell’AR applicata ai social network. Cristina ha demolito tutte le false credenze attorno alla realtà aumentata mostrando, attraverso esempi concreti, che questa tecnologia non serve solo a far ridere gli amici creando stories con filtri che simulano un make up da passerella e così via, bensì si tratta di uno strumento che ha il potere di trasformare, illuminare, educare, ispirare e motivare le persone. 

Interessante l’intervento di Fabio Sergio di Fjord che ha illustrato i nuovi trend e strumenti che hanno portato e porteranno sempre di più diversi settori a dominare il panorama digitale tra cui lo shopping, la salute, la formazione ecc. e come il design e la tecnologia siano fondamentali per far crescere queste realtà e raggiungere sempre più utenti.

Infine, a concludere questa edizione, l’impeccabile speech di Eric Snowden di Adobe che ha raccontato come si dovrebbe comportare un vero leader alla guida di un team di designer. Partendo dai 5 errori da evitare e analizzando i valori a cui si deve far riferimento a maggior ragione nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, ha raccontato questa figura spiegando come essere, come migliorare, come investire nelle persone e come coinvolgerle rendendole tutte protagoniste in un progetto orientato a uno scopo comune.

In conclusione possiamo affermare che questa edizione dei Digital Design Days ha messo a nudo la figura del designer, spostando il focus verso l’aspetto più umano e fragile dell’essere umano e mostrando a livello pratico come il design possa assumere un ruolo fondamentale nell’affrontare momenti di crisi, grandi o piccoli che siano.

Adesso non ci resta che fare tesoro di quanto abbiamo appreso in questa edizione e iniziare già a sognare la prossima.